Due interventi documentati nelle province di Ancona e Macerata: come Leomac ha eliminato crepe strutturali e stabilizzato fondamenta cedute in case singole sui colli marchigiani — senza demolizioni, in 3 giorni lavorativi.
Nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino, le argille azzurre appenniniche si espandono e contraggono con le stagioni producendo spostamenti di fondazione fino a 3–5 cm l'anno. Un processo che si somma all'alta sismicità della regione, accelerando crepe nei muri, pavimenti inclinati e porte che non chiudono più.
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Le Marche sono una delle regioni italiane con la più alta concentrazione di rischi geologici per il patrimonio edilizio privato. La ragione non è costruttiva, ma strutturalmente legata al territorio: le colline appenniniche marchigiane poggiano su argille azzurre e marne — formazioni rocciose fini che si comportano come spugne, assorbendo acqua in inverno e rilasciandola d'estate.
Nelle colline tra Ancona e Macerata — da Ostra a Jesi, da Osimo a Montelupone, da Recanati a Civitanova — si sommano tre fattori critici: suolo argilloso espansivo, alta densità di frane e patrimonio costruttivo prevalentemente ante-1980. Le case coloniche, i palazzi storici del centro Appennino e le abitazioni rurali poggiano spesso su fondazioni superficiali in muratura, costruite senza le moderne verifiche geotecniche.
Il risultato è visibile in centinaia di abitazioni delle province di Ancona e Macerata: crepe sub-orizzontali e diagonali sulle facciate, porte che non chiudono, finestre bloccate e, nelle situazioni più avanzate, una misurabile inclinazione dei pavimenti.
Le formazioni argillose del Preappennino marchigiano si espandono in inverno e si ritirano d'estate, producendo cedimenti differenziali anche su fondazioni strutturalmente integre. Particolarmente critiche nelle province di Ancona e Macerata.
Le Marche sono tra le regioni più sismiche d'Italia. I terremoti — dalla sequenza del Centro Italia 2016 al sisma di Cingoli 2022 — accelerano cedimenti già in atto e amplificano lesioni su edifici con fondazioni instabili o terreni saturi.
Le Marche ospitano circa il 6% del patrimonio franoso nazionale. I movimenti lenti del versante — soil creep e colate argillose — non sono sempre visibili ma scaricano tensioni progressive sulle fondazioni degli edifici collinari.
Le alluvioni intense (come quella di Senigallia 2022) saturano il terreno e erodono il substrato sotto le fondamenta. Lungo la fascia costiera — da Senigallia ad Ancona — si aggiunge il fenomeno della subsidenza, con abbassamento progressivo del piano di posa.
Il problema riscontrato
La casa singola di Ostra — comune dell'entroterra anconetano, nel cuore della vallata del Misa — è un edificio storico costruito nel 1823, con interventi successivi nel 1930 (dopo il terremoto), nel 2003 (sopraelevazioni) e nel 2014 (lastricato esterno). Questa stratificazione costruttiva, tipica del patrimonio rurale marchigiano, aveva generato comportamenti strutturali differenziali tra le diverse parti dell'edificio.
Le lesioni sub-orizzontali e diagonali sulla facciata verso strada, comparse nel 2020, erano il segnale di un cedimento differenziale progressivo delle fondamenta. Il terreno argilloso in pendio — saturato ciclicamente dalle piogge autunnali e prosciugato nelle estati siccitose — aveva prodotto un abbassamento non uniforme della fondazione perimetrale. Il sopralluogo tecnico del 23 settembre 2025 ha confermato la diagnosi e pianificato il trattamento.
Intervento e risultati ottenuti
Il problema riscontrato
L'edificio di Montelupone — comune sui colli maceratesi tra Recanati e Civitanova Marche — è una casa singola su due piani fuori terra, senza piano interrato, ristrutturata negli anni '90 con l'aggiunta di un corpo supplementare fondato su pali e separato dall'edificio originale da un giunto tecnico. Questa configurazione strutturale complessa aveva generato un comportamento differenziale tra i due corpi.
Le crepe passanti marcate e sub-orizzontali, rilevate al sopralluogo del 31 gennaio 2025, erano distribuite sia sulle pareti dell'edificio originale — soggetto a cedimento su terreno argilloso — sia in prossimità del giunto tecnico, dove il comportamento differenziale tra fondazione su pali e fondazione diretta era più evidente. Il terreno dei colli maceratesi, prevalentemente argilloso-marnoso, aveva perso compattezza nel tempo accelerando i movimenti.
Intervento e risultati ottenuti
Un processo collaudato in oltre 500 interventi l'anno, con monitoraggio strumentale in tempo reale e nessuna interruzione della vita quotidiana.
Architetti Leomac effettuano il sopralluogo in loco senza costi e senza impegno. Analizzano le lesioni, eseguono prove di livellazione strumentale e mappano le zone di cedimento. Il preventivo è scritto e dettagliato, consegnato entro 24 ore.
Gli operatori specializzati perforano fori da soli 14–19 mm nelle zone trattate e iniettano resina bicomponente a bassa pressione controllata. La resina si espande nel sottosuolo, consolida il terreno e solleva dolcemente la struttura. Tutto in 2–3 giorni lavorativi, senza demolizioni.
Al termine, i sensori di assestamento confermano il risultato. Viene rilasciata una relazione tecnica firmata con garanzia di 10 anni (estendibile a 20). L'intervento è coperto da IVA al 10% e dalla detrazione fiscale del 50% in 10 rate annuali.
Il metodo Leomac è oggi il sistema più rapido, meno invasivo e più conveniente per stabilizzare fondamenta cedute nelle Marche.
Lo scavo tradizionale richiede settimane con escavatori e polvere. Le resine espandenti Leomac completano l'intervento in 2–3 giorni lavorativi, senza scavi, senza rimuovere pavimenti, senza lasciare la casa. Come dimostrato dai casi di Ostra e Montelupone, la famiglia può restare in casa per tutto il periodo.
Fori da soli 14–19 mm, nessuna rimozione di rivestimenti o pavimenti storici, nessun rischio per la muratura in pietra o mattoni. Ideale per gli edifici storici e colonici marchigiani, come le case in pietra locale dell'Appennino e i palazzi del centro storico dei borghi medievali.
Il costo è mediamente il 40–60% inferiore allo scavo. Si aggiunge IVA agevolata al 10% e la detrazione fiscale del 50% in 10 rate, che dimezza il costo netto effettivo per il proprietario. Il risparmio reale può superare il 70% rispetto all'intervento tradizionale.
Ogni intervento è documentato da una relazione tecnica. La garanzia scritta di 10 anni (estendibile a 20) tutela l'investimento ed è valida per compagnie assicurative, pratiche post-sisma e atti notarili.
Non tutte le crepe sui muri sono uguali. Le lesioni da cedimento differenziale delle fondamenta hanno una forma caratteristica: sub-orizzontali o diagonali, a partire dagli angoli delle aperture e dai giunti strutturali, e tendono ad allargarsi progressivamente di stagione in stagione.
Nelle abitazioni marchigiane su terreno argilloso-marnoso, queste crepe compaiono tipicamente in autunno — dopo le piogge che saturano il terreno — e si aggravano nelle estati siccitose. Nelle zone sismiche (come la maggior parte del territorio marchigiano) possono accelerare bruscamente dopo un evento tellurico anche di modesta entità.
Richiedi Sopralluogo GratuitoLe risposte dirette alle domande più comuni dei proprietari di case nelle Marche che notano crepe o cedimenti strutturali.
Interventi documentati fotograficamente nelle regioni italiane dove operiamo con case study reali e dati tecnici verificabili.
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2 interventi documentati: Ostra (AN) e Montelupone (MC)
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2 interventi documentati: Bagno a Ripoli (FI) e Impruneta (FI)
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2 interventi documentati: Gallipoli (LE) 2023 e 2025
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